{"id":825,"date":"2026-05-25T18:44:58","date_gmt":"2026-05-25T16:44:58","guid":{"rendered":"https:\/\/www.mymicrogallery.com\/web\/?p=825"},"modified":"2026-05-25T18:51:37","modified_gmt":"2026-05-25T16:51:37","slug":"frank-mann-oculus","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.mymicrogallery.com\/web\/frank-mann-oculus\/","title":{"rendered":"Frank Mann: Oculus"},"content":{"rendered":"<p>MOSTRA PERSONALE<br \/>\nDAL 10 AL 30 GIUGNO, 2026<\/p>\n<p>INAUGURAZIONE: 10 GIUGNO ORE 18<br \/>\nCatalogo diponibile in galleria <\/p>\n<p>FRANK MANN: OCULUS <\/p>\n<p>Di Stefania Carrozzini <\/p>\n<p>Non c\u2019\u00e8 dubbio che nella nostra epoca l\u2019organo pi\u00f9 sollecitato per la conoscenza sia  l\u2019occhio, ci\u00f2  che Frank Mann, artista newyorchese preferisce il termine latino: Oculus. Intorno al nostro occhio gravita il mondo. Quello contemporaneo \u00e8 bombardato da immagini, messo sottopressione fino allo sfinimento. E poi c\u2019\u00e8 l\u2019occhio orwelliano, quello che sorveglia e controlla. E poi ancora, Oculus di Meta che ci proietta verso mondi virtuali. Oculus \u00e8 anche il termine architettonico che definisce un\u2019apertura circolare, un varco nella materia attraverso cui entra la luce.<br \/>\nMa Oculus per Frank Mann non \u00e8 solo l\u2019occhio fisico, non \u00e8 solo indagare il meccanismo del vedere. E\u2019  renderci partecipi di tutte le qualit\u00e0 liriche che questo processo fa scaturire nel suo linguaggio pittorico. Una pittura che esplora ci\u00f2 che \u00e8 impresso nella retina , la luce, le forme, gli spazi eterei e che si aprono alla nostra percezione, andando oltre e rendendoli memorabili.  La percezione gi\u00e0. Ma cos\u2019\u00e8 la percezione? In pittura \u00e8 il ponte tra ci\u00f2 che \u00e8 dipinto sulla tela e ci\u00f2 che accade nella mente di chi guarda. Quindi reagiamo non solo fisicamente ma anche psicologicamente . Non esiste la percezione \u201cpura\u201d. Forse appartiene  solo alla retina.<br \/>\nNoi non vediamo la realt\u00e0, ma la realt\u00e0 \u00e8 sempre interpretata dal cervello che ne decodifica i segnali in base a tanti fattori inclusa memoria e emozione.<br \/>\nLa serie Oculus di Frank Mann \u00e8 il risultato di una ricerca che va avanti  da molti anni. Le sue opere sono grandi tele eseguite ad olio su tela, in cui lo spazio della luce si frammenta nel colore con, vortici circolari, linee che confluiscono l\u2019una nell\u2019altra,  universi che si compenetrano,  atomi che sprigionano energia. La forza della luce e del colore  tradotti in materia , rendono visibili  spazi inesplorati. In questo spazio non ci sono geometrie, ma solo spazi densi a fuoco o fuori fuoco. Margini di sospensione, soglie da non oltrepassare, dove la luce potrebbe essere troppo accecante tanto da  far scomparire i contorni  delle cose.<br \/>\nUn\u2019idea  immersiva, circolare, dove il vuoto non \u00e8 previsto. O meglio l\u2019intenzione \u00e8 proprio questa : comunicare che il vuoto non esiste!<br \/>\nCi\u00f2 che  accade sulla tela \u00e8 il riflesso di una potente illusione, qualcosa che non pu\u00f2 essere del tutto afferrato. Perch\u00e8 l\u2019artista instaura un corpo a corpo con l\u2019immagine, l\u2019immagine che ha dentro di s\u00e9 e ci\u00f2 che poi viene alla luce. \u00c8 il dialogo tra questi mondi a creare l\u2019opera. A questi due sguardi se ne aggiunge un altro: il nostro, che a sua volta vede, interpreta, ricorda. <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>MOSTRA PERSONALE DAL 10 AL 30 GIUGNO, 2026 INAUGURAZIONE: 10 GIUGNO ORE 18 Catalogo diponibile in galleria FRANK MANN: OCULUS Di Stefania Carrozzini Non c\u2019\u00e8 dubbio che nella nostra epoca l\u2019organo pi\u00f9 sollecitato per la conoscenza sia l\u2019occhio, ci\u00f2 che Frank Mann, artista newyorchese preferisce il termine latino: Oculus. 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