Paolo Nicola Rossini è nato a Milano nel 1972. Vive e lavora nel Principato di Monaco. Da sempre appassionato di fotografia, inizia a sviluppare una ricerca professionale solo a partire dal 2007. Questo percorso lo ha condotto verso un approccio sperimentale con risultati fotografici non tradizionali. L’interpretazione di soggetti ordinari e apparentemente banali diventa il suo punto di partenza per esplorare nuovi modi di rappresentare la realtà.
Evoluzione Artistica
Inizialmente, l’artista si concentra sulla creazione di composizioni e sequenze fotografiche con l’obiettivo principale di catturare il senso del movimento, il mutamento dello scenario e della percezione.
Successivamente, l’attenzione si sposta verso un approccio più concettuale basato su visioni di paesaggi, natura e ambienti urbani, che vengono sovrapposti e fusi con superfici grezze. Questo rende i soggetti quasi indefiniti e sospesi nel tempo. Tali opere, incluse nella serie “Passato Prossimo”, partono dal concetto di un presente che diventa immediatamente passato: i primi passi verso la dissoluzione.
Questo tema viene ulteriormente approfondito nella serie “Disgregazione della Memoria”. In queste fotografie, realizzate con la tecnica del foro stenopeico (pinhole), i soggetti appaiono ancora più svaniti. Il senso del movimento accentua la sfocatura delle immagini, che sembrano scomparire nello sfondo granuloso. Il tempo rimane il concetto centrale, focalizzandosi sulla memoria che si indebolisce con il passare degli anni, rendendo le immagini tenui fino a svanire lentamente.
La Sperimentazione e i Grandi Progetti
Il suo lavoro attraversa poi una fase di ulteriore sperimentazione che prende forma in due progetti distinti, espressione di una visione ancora più intima della realtà:
“Transitions”: Presentata in un evento collaterale alla 55ª Biennale di Venezia, questa serie combina video e fotografia stenopeica. Brevi video con molteplici soggetti vengono proiettati e fotografati con lunghe esposizioni, permettendo alla fotocamera di catturare tutte le immagini in un unico scatto. Questo processo crea un’alchimia di forme e colori di natura astratta, dove spazio, tempo e movimento si fondono in immagini aperte a molteplici interpretazioni.
“The Black Series”: Un lavoro puramente fotografico che mostra un mondo immerso nell’oscurità, dove i soggetti stessi sono la fonte di luce. Luoghi e oggetti emergono in un’atmosfera sospesa e fuori dal tempo. Le vedute aeree, spesso capovolte per accentuare il senso di distanza, trasformano i luoghi in spazi silenziosi, metafisici, quasi appartenenti a un mondo alieno.
La Ricerca Recente: La Simultaneità
Dopo Transitions, Rossini si dedica a uno studio approfondito della storia dell’arte, con particolare attenzione all’evoluzione della fotografia dalle origini. Questa fase di studio porta alla nascita della “Simultaneous Series”, il cui tema portante è, appunto, la simultaneità.
In questa serie utilizza la tecnica della multiesposizione. L’idea già esplorata in Transitions viene riproposta con un approccio diverso: più soggetti, spesso in movimento, vengono catturati in un unico scatto direttamente in macchina. L’alchimia di forme, colori e luci crea immagini che sfuggono quasi al controllo dell’autore. L’inversione cromatica rende le opere ulteriormente indipendenti dalla realtà, confermando l’intenzione di rappresentare un immaginario interiore, seppur costruito sul mondo reale.